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EPC Editore su GeoExpo

Ingegneria e Geotecnica

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  Topografia di base
Fondamentali della geomatica per la misura e la rappresentazione del territorio
 
 
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TOPOGRAFIA DI BASE
Fondamentali della geomatica per la misura e la rappresentazione del territorio

Aldo Riggio, Renzo Carlucci
 

INDICE DETTAGLIATO

 

Le innovazioni, sia tecnologiche che amministrative, degli ultimi cinquanta anni hanno avuto profonda influenza sulla documentazione del territorio che da sempre ha per oggetto di interesse l’azione antropica insieme alla conformazione naturale.

Sono cambiati gli strumenti di conoscenza, di produzione e di fruizione di questa rappresentazione ampliando gli ambiti di utilizzo, ma il suo fine principale resta lo stesso: fornire informazioni accurate e precise, leggibili e utilizzabili.

La produzione cartografica, e oggi quella dei sistemi informativi, necessita in ogni caso di attività preliminari di rilievo dei dati e della loro elaborazione: questa attività è stata storicamente denominata topografia confluendo oggi nell’ampia concezione di geomatica.

Il presente volume vuole offrire un quadro complessivo degli strumenti e delle procedure utilizzabili nell’attività topografica: da quelli tradizionali ancora pienamente validi fino ai più innovativi.

Sono inoltre brevemente esposti i riferimenti a quegli argomenti, quali la geodesia e la fotogrammetria, che permettono di meglio collocare – concettualmente e operativamente – le attività topografiche e di comprenderne le effettive possibilità.

Per molti degli argomenti trattati sono riportate anche indicazioni utili al professionista del territorio per la sua attività di rilievo e di rappresentazione.

Ognuno degli argomenti presentati può essere oggetto di approfondimenti, per i quali è disponibile molta letteratura specifica.

 

INDICEE

CAPITOLO 1

NOZIONI DI GEODESIA

1.1 Cenni storici sulla determinazione della forma della Terra

1.2 Distinzione tra geodesia, geografia e topografia

1.3 Superficie di riferimento

1.4 Il geoide

1.5 L’ellissoide di rotazione

1.6 Gli ellissoidi in uso in Italia e in Europa

1.7 Differenze tra i vari ellissoidi; parametri di trasformazione

1.8 Linee geodetiche

1.9 La sfera locale

1.10 L’eccesso sferico

1.11 Il piano ed il campo topografico

1.12 Errore di sfericità nella determinazione delle distanze

1.13 Errore di sfericità nella determinazione delle quote

1.14 Quota geoidica e quota ortometrica

1.15 Errore di parallelismo delle verticali locali

1.16 Riduzione delle distanze alla superficie di riferimento

1.17 Riepilogo delle superfici di riferimento ed estensione del campo topografico per le diverse operatività

 

CAPITOLO 2

SISTEMI DI RIFERIMENTO

2.1 Coordinate astronomiche o geoidiche

2.2 Determinazione della latitudine e della longitudine astronomiche

2.3 Le tre coordinate ellissoidiche o geodetiche; le coordinate geocentriche

2.4 Differenze tra geoide ed ellissoide; coordinate geografiche

2.5 Sistemi di riferimento

2.6 Il DATUM come riferimento per le operatività topografiche

2.7 Trasformazioni di DATUM

 

CAPITOLO 3

PROIEZIONI CARTOGRAFICHE E COORDINATE CARTESIANE   

3.1 Sistemi di proiezione   

3.2 Il sistema cartografico di Gauss  

3.3 Dalle coordinate geografiche alle coordinate piane  

3.4 Il sistema cartografico Gauss – Boaga

3.5 Proiezione di Gauss – Boaga e non Carta di Gauss - Boaga  

3.6 Orientamento dell’ellissoide di riferimento  

3.7 Sistemi cartografici in uso in italia  

3.8 Servizio di trasformazione di coordinate del Geoportale Nazionale

3.9 Il reticolo chilometrico  

 

CAPITOLO 4

LE RETI PLANIMETRICHE DI INQUADRAMENTO E DI RAFFITTIMENTO E I SISTEMI DI RIFERIMENTO  

4.1 Premessa  

4.2 La rete planimetrica d’inquadramento italiana.

4.3 La rete italiana dei vertici di triangolazione del I ordine  

4.4 Le reti trigonometriche di raffittimento del II, III e IV ordine

4.5 Le reti ufficiali di raffittimento  

 

CAPITOLO 5

IL RAFFITTIMENTO DELLE RETI PLANIMETRICHE TRAMITE TRIANGOLAZIONI

5.1 Premessa

5.2 Procedure topografiche tradizionali per le reti di raffittimento planimetriche

5.3 Le triangolazioni

5.4 Calcolo delle coordinate dei vertici istituiti con la media pesata

5.5 Cenno alle trilaterazioni

 

CAPITOLO 6

IL RAFFITTIMENTO DELLE RETI PLANIMETRICHE TRAMITE POLIGONAZIONI

6.1 Premessa

6.2 Le poligonali

6.3 Nodo di poligonali

6.4 Indicazioni per l’esecuzione di poligonali planimetriche

6.5 Tolleranza angolare e tolleranza lineare

6.6 Progettazione della rete di raffittimento

6.7 Materializzazione dei vertici e redazione delle monografie

6.8 Quaderno di campagna

 

CAPITOLO 7

RETI ALTIMETRICHE

7.1 Premessa  

7.2 La rete italiana di livellazione di alta precisione

7.3 Reti di livellazione geometrica di altri enti  

7.4 Misurazione dei dislivelli  

7.5 La realizzazione di una rete di raffittimento altimetrica

7.6 Batimetria  

 

CAPITOLO 8

IL CALCOLO E LA COMPENSAZIONE DELLE RETI DI INQUADRAMENTO  

8.1 Misure condizionate e calcolo di compensazione

8.2 Compensazione con il metodo delle osservazioni condizionate

8.3 Compensazione con il metodo della variazione di coordinate  

8.4 Considerazioni topografiche sulla compensazione rigorosa per variazione di coordinate  

 

CAPITOLO 9

IL SISTEMA DI POSIZIONAMENTO SATELLITARE

9.1 I sistemi satellitari di posizionamento

9.2 Il sistema GPS

9.2.9 Il software di elaborazione dati

9.3 Uso dei ricevitori satellitari

9.4 Il sistema GLONASS

9.5 L’uso combinato dei sistemi GPS e GLONASS

9.6 Il sistema europeo Galileo

9.7 Le reti planimetriche realizzate con posizionamento satellitare

 

CAPITOLO 10

AEROFOTOGRAMMETRIA E CENNI DI TELERILEVAMENTO

10.1 Premessa all’aerofotogrammetria

10.2 Visione stereoscopica

10.3 La geometria della fotogrammetria

10.4 Gli orientamenti interno ed esterno

10.5 Il passaggio analitico-analogico-digitale  

10.6 Gli strumenti dell’aerofotogrammetria

10.7 Le fasi del rilievo aerofotogrammetrico

10.8 Concetti preliminari alla restituzione  

10.9 Il restitutore analitico  

10.10 Il raddrizzamento e l’ortoproiezione

10.11 La fotocamera e lo scanner digitali  

10.12 La fotogrammetria digitale

10.13 La restituzione degli elementi territoriali

10.14 La topografia per il completamento dei dati: la post-ricognizione

10.15 Il telerilevamento  

10.16 Telerilevamento radar o radargrammetria

10.17 Il rilievo aerofotogrammetrico digitale

10.18 L’integrazione del rilievo aerofotogrammetrico digitale con dati LIDAR

 

CAPITOLO 11

LA PRODUZIONE CARTOGRAFICA UFFICIALE

11.1 Cartografia e carta topografica

11.2 Processo di produzione della carta

11.3 Classificazione dei prodotti cartografici

11.4 Precisioni cartografiche planimetriche ed altimetriche

11.5 La simbologia cartografica

11.6 La produzione cartografica dell’IGM

11.7 La produzione cartografica del Catasto

11.8 La produzione cartografica degli altri organismi ufficiali

11.9 Le Carte Tecniche delle Regioni e Province

11.10 Le Carte Tecniche Comunali

 

CAPITOLO 12

IL RILIEVO DI DETTAGLIO

12.1 Riferimenti concettuali

12.2 Il rilievo di dettaglio

12.3 Evoluzione del rilievo celerimetrico

12.4 Il rilievo satellitare di dettaglio  

12.5 Rilievo di dettaglio con strumenti semplici

 

CAPITOLO 13

DAL RILIEVO ALLA RAPPRESENTAZIONE

13.1 Ambito di applicazione  

13.2 La rappresentazione cartografica  

13.3 Requisiti generali di una rappresentazione cartografica

13.4 Dal rilievo alla graficizzazione

13.5 Il disegno con i software CAD

13.6 L’organizzazione della restituzione cartografica  

13.7 Dai dati di rilievo alla graficizzazione  

13.8 Indicazioni tecniche ufficiali per il disegno planimetrico topografico

13.9 La rappresentazione dell’altimetria nel disegno topografico

13.10 La vestizione della cartografia

13.11 Il foglio di stampa: elementi grafici e dati di completamento  

13.12 Dalla cartografia ai GIS

13.13 Considerazioni sulla costruzione del data base topografico per GIS

 

CAPITOLO 14

FOTOGRAMMETRIA TERRESTRE O DEI VICINI

14.1 Modalità di esecuzione

14.2 Le camere da presa

14.3 Strumenti per la determinazione delle coordinate lastra

14.4 Progetto ed esecuzione del rilievo dei vicini

14.5 La trasformazione omografica o “raddrizzamento”

14.6 Cenni sul rilievo laser scanner

14.7 Scansione tridimensionale da immagini stereoscopiche

 

CAPITOLO 15

TRACCIAMENTO

15.1 Operatività per il Catasto Terreni

15.2 Tracciamento delle infrastrutture lineari

15.3 Tracciamento di edificati

15.4 Una proposta disciplinare

 

CAPITOLO 16

CAPITOLATI E COLLAUDO  

16.1 Il contratto per un lavoro topografico

16.2 Il Capitolato d’Appalto per la cartografia da riprese aerofotogrammetriche

16.3 Il collaudo

16.4 Le procedure per aggiornamento delle cartografie catastali

16.5 Capitolati per lavori di rilievo diretto e per cartografie a grandissima scala  

16.6 Cenno alle procedure in qualità

 

APPENDICE A

RICHIAMI DI MATEMATICA

A.1 Unità di misura angolari e trasformazioni reciproche

A.2 Il triangolo: figura fondamentale per la topografia

A.3 Funzioni trigonometriche fondamentali

A.4 Risoluzione di triangoli qualsiasi

A.5 Circonferenze notevoli di un triangolo

A.6 Risoluzione di quadrilateri

A.7 Coordinate catesiane e geometria analitica

A.8 Nozioni di geometria analitica sul piano

A.9 Il calcolo della posizione di nuove dividenti di terreni

A.10 Le primitive grafiche nel disegno vettoriale  

A.11 Brevi nozioni di calcolo matriciale

 

APPENDICE B

RICHIAMI DI TEORIA DEGLI ERRORI

B.1 Introduzione  

B.2 Gli errori e la necessità delle misure sovrabbondanti di una stessa grandezza

B.3 Rappresentazione delle definizioni di errore grossolano, sistematico ed accidentale  

B.4 Il campo di applicazione della teoria degli errori  

B.5 Concetti di matematica statistica e probabilistica

B.6 Variabile statistica ad una dimensione  

B.7 Rappresentazioni di una variabile statistica ad una dimensione  

B.8 La diseguaglianza di Tchebycheff  

B.9 Legge empirica del caso

B.10 Le variabili casuali

B.11 Regole generali sulle variabili casuali e teoremi fondamentali della probabilità  

B.12 Misure dirette della stessa precisione  

B.13 Distribuzioni normali: la legge di Gauss o di frequenza degli errori  

B.14 Errori medi di una serie misurativa normale

B.15 Tolleranza

B.16 Esempio numerico

B.17 Numero minimo di misure necessarie per applicare la teoria degli errori

B.18 Metodo dei minimi quadrati

B.19 Serie costituite da poche osservazioni; tolleranza a priori

B.20 Ellisse standard o ellisse d’errore

B.21 Grandezze ottenute dalla somma di misure dirette

B.22 Misure dirette di diversa precisione

B.23 Compensazione di osservazioni dirette condizionate

B.24 Misure che sono funzioni di serie misurative di grandezze indipendenti (misure indirette)

B.25 Media, varianza e covarianza nel caso di una variabile statistica a due dimensioni

B.26 Parametri dell’ellisse standard di errore

 

APPENDICE C

STRUMENTI TOPOGRAFICI

C.1 Le livelle

C.2 Strumenti ottici semplici: microscopi, cannocchiali

C.3 Il teodolite ottico-meccanico

C.4 La stazione totale

C.5 Evoluzione della Stazione Totale

C.6 La MultiStation (Stazione Totale Multifunzione)

C.7 Teodolite giroscopico o Giroteodolite

C.8 I Livelli  

C.9 Il livello elettro-ottico o digitale

C.10 Strumenti accessori per il rilievo di dettaglio  

BIBLIOGRAFIA  


 
 
 
 
 
 

 
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  Manuale pratico di Risposta Sismica Locale
Luca Nori, Paolo Di Marcantonio
 
Anno: 2014
Formato: 170x240 mm
ISBN 978-88-6310-567-4
 
Euro 35,00
 
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Disponibilità: Sconto 15% + SPESE DI SPEDIZIONE  GRATIS
 

Manuale pratico di Risposta Sismica Locale

Dal sismogramma allo spettro di progetto con REXEL e STRATA

Entra nel libro

La risposta sismica locale, intesa come l’applicazione di metodi numerici specifici, descrive nel dettaglio il comportamento di un sito in condizioni dinamiche, se e in quale misura il segnale sismico di base viene amplificato, a quali frequenze del terreno, con quali modalità, a quali frequenze dell’oscillatore semplice, che viene assimilato alla struttura di progetto.

L’interesse suscitato dall’argomento è attualmente notevole presso i tecnici del settore delle costruzioni e della pianificazione territoriale, anche in seguito agli adempimenti specifici richiesti dalle normative nazionali e regionali.

Questo libro è un manuale operativo, finora unico nel suo genere, il cui obiettivo è quello di esporre con semplicità e chiarezza i fondamenti del metodo, i suoi pregi e difetti, i limiti e le potenzialità, offrendo gli strumenti per la costruzione di modelli monodimensionali di risposta sismica locale in condizioni di tensioni totali.

Viene data enfasi all’aspetto applicativo, illustrando passo passo e con gradualità lo svolgimento dell’analisi in numerose condizioni, che includono vari casi reali; oltre all’importanza della corretta costruzione del modello, viene sottolineata la fondamentale rilevanza del buon senso tecnico e del giudizio esperto nell’interpretazione dei risultati delle analisi.

Il lettore sarà in grado di costruire modelli semplici e modelli con un notevole grado di sofisticazione, facendo riferimento al noto codice di calcolo libero STRATA, diffuso con licenza GNU dal PEER di Berkeley.

Il codice permette, a costo zero, di sviluppare evolute analisi di risposta sismica locale con il metodo probabilistico e con il metodo RVT; i dettagli relativi a tali metodi sono trattati ampiamente in specifici capitoli.

Il libro raccoglie in un’unica fonte di agevole consultazione vario materiale di letteratura, anche molto recente, e numerose considerazioni operative provenienti dalla pratica professionale. Vengono affrontati e per quanto possibile chiariti aspetti controversi, anche facendo riferimento a normative internazionali di comprovata validità.

Questo manuale è raccomandato ai principianti, agli utenti intermedi e anche agli utenti più esperti che desiderino approfondire aspetti specifici della risposta sismica locale e vogliano ampliare le casistiche di loro conoscenza..

Indice

  1. La definizione dell'azione sismica di progetto: spettri di risposta e approccio semplificato

    1.1 Spettro di risposta, risposta sismica locale e risposta sismica di base.

    1.2 Spettro di risposta e risposta sismica locale in funzione delle condizioni del sito.

    1.3 L’amplificazione stratigrafica secondo l’identificazione dei tipi di terreno.

    1.4 L’amplificazione topografica con il metodo semplificato

    1.5 Spettri di progetto e azione sismica

    1.6 Critiche al metodo della Vs,30 (metodo dei tipi di suolo)

    1.7 Cenni ad alcune normative internazionali

    1.7.1 Normativa in Italia

    1.7.2 Normativa negli USA

    1.7.3 Normativa neozelandese NZS 1170.5:2004

    1.7.4 Normativa giapponese BCJ

  2. STRUTTURAZIONE DI UNO STUDIO DI RISPOSTA SISMICA LOCALE MEDIANTE MODELLAZIONE NUMERICA

    2.1 I fondamenti

    2.1.1 Definizione della geometria del problema

    2.1.2 Caratterizzazione geotecnica del sottosuolo

    2.1.3 Metodi di indagine per la caratterizzazione geotecnica

    2.2 Definizione del terremoto di input

    2.2.1 Accelerogrammi naturali e loro reperimento

    2.2.2 Uso di REXEL

    2.2.3 Accelerogrammi artificiali e accelerogrammi sintetici

    2.3 Cenni alle normative internazionali

    2.3.1 UNI EN 1998-5 (Eurocodice 8-5)

    2.3.2 ASCE/SEI 7-10

    2.3.3 US Nuclear Regulatory Commission Regulatory Guide 1.208, 2007

    2.4 Cenni elementari ed essenziali sulla teoria della propagazione delle onde sismiche

  3. APPLICAZIONE DELLA MODELLAZIONE NUMERICA MONODIMENSIONALE CON IL SOFTWARE LIBERO STRATA

    3.1 Generalità su STRATA.

    3.2 Cenni sull’utilizzo pratico di STRATA: impostazione generale e definizione del modello sismico del sottosuolo.

    3.3 Cenni sull’utilizzo pratico di STRATA: moto di input con segnali temporali.

    3.4 Cenni sull’utilizzo pratico di STRATA: opzioni di output e risultati

    3.5 I parametri fondamentali che regolano l’output della RSL

    3.6 Esempi della variazione di output al variare dei parametri di input

  4. L’ANALISI PROBABILISTICA DI RISPOSTA SISMICA LOCALE

    4.1 Introduzione

    4.2 Analisi probabilistica di RSL in coltre limosa e sottostante bedrock

    4.3 Analisi probabilistica di RSL in coltre di tufiti o sabbie limose e profondità del bedrock ricostruita

    4.4 Spettri di progetto agli stati limite ultimi (SLV e SLC)

    4.4.1 Spettri di progetto da spettri elastici adattati ai parametri fondamentali

    4.4.2 Spettri di progetto da spettri elastici di risposta sismica locale non adattati

    4.5 Spettri elastici e spettri di progetto agli stati limite di esercizio (SLD e SLO)

  5. RISPOSTA SISMICA LOCALE CON IL METODO RVT (RANDOM VIBRATION THEORY)

    5.1 Moti di input 1

    5.2 Validazione del metodo RVT

    5.3 Il metodo RVT in STRATA

    5.3.1: User defined FAS: spettro di Fourier in ampiezza definito dall’utente

    5.3.2: Response Spectrum Compatible: Spettro di risposta compatibile

    5.5.3: Seismological Source Theory o meccanismo di sorgente

    5.4 L’output nel metodo RVT 21

    5.5 Esame di casi reali sviluppati con il metodo RVT 225.6 Analisi comparative tra casi reali sviluppati con il metodo RVT e casi reali sviluppati con segnali temporali

    Bibliografia

  6. ALTRI CASI REALI

    6.1 Il caso di Bellaria (RN)

    6.1.1 Il modello

    6.1.2 Moti di input da serie temporali

    6.1.3 Moti di input da RVT

    6.1.4. Comportamento dissipativo delle successioni con bedrock profondo

    6.2 Il caso del centro storico dell’Aquila

    6.2.1 Il modello litostratigrafico

    6.2.2 Il modello sismico

    6.2.3 I risultati dell’analisi

    6.3 Il caso di San Gregorio (AQ)

    6.3.1 San Gregorio, esempio 1

    6.3.2 San Gregorio, esempio 2

    6.4 Adattamento di una forma spettrale di normativa allo spettro da RSL secondo gli ‘Indirizzi di Microzonazione Sismica’


 
 
 
 
 
 

 
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  Liquefazione dei terreni
Monaco Sebastiano G.
 
Edizione: aprile 2014
Pagine: 208
Formato: 170x240 mm
ISBN: 978-88-6310-493-6
 
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Liquefazione dei terreni

Metodi, criteri e procedure applicabili alla microzonazione sismica.

Il CD-Rom allegato contiene un programma in Excel per il calcolo del coefficiente di sicurezza da prove penetrometriche dinamiche SPT, da prove penetrometriche statiche CPT, da prove dilatometriche DMT/SDMT e da prove sismiche con misura diretta dalla velocità delle onde di taglio VS.

Entra nel libro

Un volume con foglio di calcolo Excel allegato pensato per geologi, ingegneri, architetti che nel corso della loro attività devono fare i conti con i metodi e i calcoli che regolano la liquefazione dei terreni sabbiosi saturi in particolari condizioni sismiche.

Il testo raccoglie ed evidenzia i criteri e le metodologie di calcolo analizzando e tenendo conto di tutte quelle situazioni geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche che riconducono a studi sulle strutture tettoniche, instabilità dei pendii, fenomeni di liquefazione, ecc.

Analisi che, attraverso una programmazione territoriale applicata ad uno studio di microzonazione sismica, aiuta i progettisti, nella programmazione dei Piani Urbanistici, ad escludere o meno aree di territorio a destinazioni urbanistiche di tipo residenziale, industriale, ecc., facendo sì che la definizione di pericolosità sismica dell’area sia congrua con quanto previsto nel D.M. del 14 Gennaio 2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”.

Il volume rappresenta una guida metodologica per lo svolgimento di studi di microzonazione sismica, mediante alcune procedure standardizzate per la zonazione relativa sia alla definizione del moto sismico atteso, sia alla liquefazione, identificando le aree in cui possono manifestarsi o meno fenomeni di instabilità del terreno in funzione dei livelli di approfondimento (I, II e III), proposti negli “Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica - Gruppo di lavoro MS 2008”, solo ai fini esclusivi della valutazione della stima del rischio di liquefazione.

L’argomento è suddiviso in più parti; nella prima, in maniera molto schematica, dopo un excursus normativo, si introduce il concetto di liquefazione, si definiscono le equazioni CRR e CSR che con il loro rapporto determinano il coefficiente di sicurezza Fs, si danno ragguagli circa le correzioni che occorre eseguire ai vari indici (SPT, CPT, DMT, SDMT e VS), ricavati da prove in sito, per la successiva determinazione della suscettibilità o meno alla liquefazione.

Si descriverà l’utilizzo dei metodi di verifica da applicare in funzione dei livelli di approfondimento richiesti.

Nella seconda parte vengono definiti i vari metodi tabellari fornendo metodi esempi applicativi.

Infine, si daranno ragguagli in merito a diverse tipologie di interventi utili a ridurre il rischio di liquefazione.

Indice

Prefazione 

  1. PERICOLOSITÀ SISMICA PER L'INSORGERE DELLA LIQUEFAZIONE 

  2. VALUTAZIONE DELLA SUSCETTIBILITÀ ALLA LIQUEFAZIONE

  3. NORME

  4. METODI

    4.1 Metodi Tabellari

    4.2 Metodi e/o Criteri Empirici

    4.3 Metodi Semplificati

  5. PROVE IN SITU AI FINI DELLA SUSCETTIBILITÀ ALLA LIQUEFAZIONE

  6. INDIRIZZI E CRITERI PER LA MICROZONAZIONE

    6.1 Analisi di I Livello

    6.1.1 Metodi basati sulla relazione magnitudo-distanza

    6.1.2 Metodi basati sul criterio della minima intensità

    6.1.3 Metodi basati sulle condizioni geologiche e geomorfologiche

    6.1.4 Delle caratteristiche granulometriche e geotecniche in generale

    6.2 Analisi di II Livello

    6.3 Analisi di III Livello

  7. CRITERIO PER LA DETERMINAZIONE DELLA MAGNITUDO 

    Esempio Pratico di Calcolo

  8. RESISTENZA ALLA LIQUEFAZIONE 

    8.1 Determinazione del CSR (Cyclic Stress Ratio)

    8.2 Determinazione di CRR (Cyclic Resistance Ratio)

    8.3 Magnitudo Scaling Factor (MSF)

  9. FATTORI CORRETTIVI PER LA STANDARDIZZAZIONE DELLA PROVA SPT 

    9.1 Correzioni di NSPT dovute all’influenza della procedura di esecuzione

    9.2 Correzioni di CN adoperate da vari autori

    9.3 Ulteriori correzioni di (N1)60 dovute al contenuto della frazione fine

    9.4 Correzioni da eseguire su prove penetrometriche statiche (CPT)

    9.5 Correzioni da eseguire su prove sismiche con determinazione di VS

  10. INDICE DEL POTENZIALE DI LIQUEFAZIONE 

    10.1 Pericolosità di Liquefazione

    10.2 Probabilità di Liquefazione

    10.3 Metodi Probabilistici

  11. VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA ALLA LIQUEFAZIONE 

    11.1 Metodi Tabellari

    11.1.1 Sherif e Ishibashi (1978)

    11.1.2 Youd e Perkins (1978)

    11.1.3 Youd et al., (1979)

    11.1.4 Iwasaki et al., (1982)

    11.1.5 Corps of Engineers U.S. & Bureau of Reclamation (U.S.B.R., 1952)

    11.1.6 Wakamatsu K. (1992)

    11.2 Metodi Empirici

    11.2.1 Kishida (1969)

    11.2.2 Ohsaki (1969, 1970)

    11.2.3 Durville et al. (1985)

    11.2.4 Profili critici SPT

    11.2.5 Ishihara K. (1985)

    11.2.6 Nakamura (1996)

    11.2.7 Criteri empirici che tengono conto della magnitudo

    11.2.7.1 Kuribayashi e Tatsuoka (1975)

    11.2.7.2 Berardi et al. (1988)

    11.2.7.3 Ambraseys N. (1988)

    11.2.7.4 Law et al.(1990)

    11.2.7.5 Liu e Xie (1984)

    11.2.7.6 Wakamatsu (1993) 

    11.2.7.7 Chinese Building Code (2001)

    11.3 Metodi Semplificati

    11.3.1 Metodi semplificati che utilizzano prove SPT

    11.3.1.1 Iwasaki et al. (1978, 1984)

    11.3.1.2 Yegian e Whitman (1978) 

    11.3.1.3 Seed e Idriss (1982) 

    11.3.1.4 Tokimatsu e Yoshimi (1983) 

    11.3.1.5 Metodo di Seed et al. (1985) 

    11.3.1.6 Metodo di Cortè J. F. (1985) 

    11.3.1.7 Metodo di Finn W. D. L. (1985) 

    11.3.1.8 Metodo di Rauch (1998) 

    11.3.1.9 Metodo dell’Eurocodice 8 (SPT) 

    11.3.1.10 Youd e Idriss (2001) 

    11.3.1.11 Idriss I. M. & Boulanger R.W. (2004)

    11.3.2 Metodi Semplificati da prove CPT

    11.3.2.1 Metodo di Robertson e Wride (1998)

    11.3.2.2 Metodo di Idriss e Boulanger, mediante l’uso della correlazione di Celin et al., (2000) 

    11.3.3 Metodi semplificati da prove Sismiche (VS)

    11.3.3.1 Andrus & Stokoe (2000) 

    11.3.4 Metodi semplificati da prove DMT/SDMT

    11.3.4.1 Metodi

    11.4 Metodi Probabilistici per la definizione di CRR

  12. ESEMPI APPLICATIVI

    12.1 Esempi di Verifica con metodi Tabellari

    12.2 Esempi di Verifica Tabellare con l’utilizzo delle curve Granulometriche 

    12.3 Esempio di Verifica con Metodi Semplificati (VS

    12.4 Esempio di Verifica con Metodi Semplificati che utilizzano dati da SPT

    12.5 Esempio di Verifica con Metodi Semplificati che utilizzano dati da CPT

    12.6 Esempio di Verifica con Metodi Semplificati che utilizzano dati DMT/SDMT

  13. INTERVENTI PER RIDURRE IL RISCHIO LIQUEFAZIONE

    13.1 Metodi di miglioramento delle caratteristiche del terreno 

    13.1.1 Addensamento

    13.1.2 Stabilizzazione 

  14. PROGRAMMA DI CALCOLO

GLOSSARIO 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI


 
 
 
 
 
 

 
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